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Tempo di porcini!

Pare che l’amore per i funghi porcini sia una caratteristica di noi italiani: fuori dal Belpaese molti apprezzano di più prataioli, spugnole, finferli… Forse perché i porcini italiani sono di una qualità superiore, ma non tutti sanno che trovarne di “autentici” è una vera sfida. Richiede conoscenza, attenzione e anche buon senso. A meno che non ve li andiate a raccogliere personalmente per i boschi, siete proprio sicuri di quelli che trovate in commercio? Per la maggior parte arrivano dall’estero, anzi, all’estero li raccolgono apposta per venderli a noi italiani “porcinomani”.

Solo che… a parte i profumi e il sapore, nettamente inferiori rispetto a quelli made in Italy, questi poveri funghi viaggiano in camion frigo per migliaia di chilometri, sviluppando sgradevoli sapori secondari e muffe. Ma c’è un modo per non farci fregare da chi ci propina porcini italiani? Numero uno, la fiducia nel nostro fruttivendolo. Secondo, il prezzo: se ce li tirano dietro, qualcosa non va. Poi, osservare i fungaioli. Se ai margini dei boschi ci sono tante macchine, e vediamo pure qualcuno con un bel cestino pieno, abbiamo più probabilità che i rivenditori locali si riforniscano di prodotto freschissimo e locale.

Non ci resta che gustarceli crudi in un bel carpaccio, con un filo d’olio extra vergine, o in un bel piatto di tagliatelle fresche.

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